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Da visitare

L'OASI DELL'ALENTO Un'isola felice per i naturalisti
La piccola oasi del fiume Alento è un concentrato di biodiversità. Il suo lago costituisce un'importante zona umida che ospitata molte specie di uccelli, e al tempo stesso un occasione per praticare numerosi sport e attività di didattica ambientale. Il fiume alento, lungo in tutto 36 km, ha origine dal monte Le Corne (894 msl) nei pressi di Stio. Questo corso d'acqua è molto importante per tutto il Cilento, ad esso è legato anche dalla radice onomastica. Il fiume è infatti l'antico Hales, in seguito Alentum.


Oasi dell' Alento
Oasi dell' Alento

Sembra infatti che il nome di questa vasta area derivi da Cis Alentum, ovvero "al di qua dell'Alento". Nei suoi 3000 ettari di estensione, l'oasi comprende diversi habitat. Innumerevoli sono le possibilità di visita all'interno dell'oasi: ci si può avventurare in passeggiate a cavalloin mountain bike, oppure incamminarsi su sentieri più o meno impegnativi. Il lago offre possibilità di canottaggio e di pesca sportiva, e lo si può solcare a bordo di un comodo battello servendosi delle informazioni fornite da una guida.
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PUNTA LICOSA
Sullo specchio di mare, in cui la leggenda vede inabissarsi la sirena Leucosia si affaccia il promontorio di Punta Licosa, per questo detto anche " promontorio delle sirene", come espressamente indicato da Omero a proposito del viaggio di Ulisse. La punta si trova nel comune di Castellabate, a pochi km da Agropoli. L'tinerario più seguito inizia da l piccolo borgo marinaro di Ogliastro Marina, dal quale si raggiunge in auto un cancello ( il promontorio è proprietà privata) oltre il quale si può proseguire solo a piede o in bicicletta. Di fronte al promontorio di Punta Licosa sorge l'omonima piccola isola, con il faro bianco e con le mura sommerse di un antico porto romano. Oggi i suoi unici abitanti sono delle particolari lucertole smeraldine, con il ventre di colore bluastro. Punta Licosa è testimone di numerose tragedie del mare. Non a caso Leucosia era la sirena del mare periglioso.
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Punta Licosa
Punta Licosa
Punta Licosa

CASTELLABATE
Il borgo medievale sorse intorno al massiccio castello, costruito nel 1123 da Costabile Gentilcore, IV Abate della badia di Cava , per difendere la popolazione dalle incursioni saracene. Il popolo chiamò la fortezza "castello dell'Abate" da cui il nome odierno; in seguito passò sotto le mani degli Svevi, degli Aragonesi e degli Angioini che lo laicizzarono.
Sono da visitare la Basilica di Santa Maria Giulia, il centro storico e godersi il panorama.
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IL MONTE BULGHERIA
Inconfondibile grazie alle sue pareti rocciose, il Monte Bulgheria, la montagna più elegante del Cilento, può essere raggiunto per un elementare sentiero che inizia da San Giovanni a Piro.Nonostante la vicinanza del mare, il Monte Bagheria raggiunge i 1225 metri di altezza.
La natura aspra e rocciosa della cima, che è ben visibile da Maratea, da Sapri e dal golfo di Policastro, ne fa una buona introduzione ai paesaggi rocciosi della costa di Palinuro e Camerota. Il nome della montagna, rimanda alla venuta dei Bulgari in Italia tra tra il VI e il IX secolo. I ripidi prati del versante meridionale del Monte Bulgheria contrastano con le ripidi pareti esposte a nord. A esplorare i pilastri e le torri più maestose della parete è stato Pina Tartagli. Il pilastro più imponente della parete é stato ripetuto scalato dal genovese Alessandro Gogna,un grande nome dell'alpinismo italiano, e dalla guida valtellinese Andrea Savonitto, impegnato nelle ricognizioni per il volume "Mezzogiorno di Pietra".
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Monte Bulgheria
Monte Bulgheria
Monte Bulgheria

ROCCAGLORIOSA
Il golfo di Policastro e il suo entroterra collinare offrono paesaggi di particolare bellezza, immersi in una natura varia, a tratti selvaggia; qui sorge Roccagloriosa, con le tracce del sito lucano di Orbitania, fondato nel IV sec a.C. Il sito lucano, in seguito alle ricerche condotte da Maurizio Gualtieri, mette a disposizioni una grande varietà di reperti artistici e della quotidianità, per capire quelle genti che fondarono Roccagloriosa. Con l'avvento dei romani nel golfo di Policastro, inizia il lento decadimento. Della cinta muraria ne restano tratti ben conservati, con porte d'ingresso ed elementi di una torre quadrangolare. Il sepolcreto presenta gruppi di tombe databili tra il 400 e il 290 a.C. Sono 25 le sepolture rinvenute.

Merita particolare menzione la tomba n. 15 per i suoi monumentali ornamenti, della quale è stato restituito un ricco corredo funebre intatto e il corpo di una donna in perfetto stato di conservazione. Un accurato restauro consente di ammirare i reperti in un suggestivo ambiente museale allestito al borgo Sant'Antonio in Roccagloriosa e nell'antiquarium ospitato nell'ex sede comunale.
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SAN GIOVANNI A PIRO
Il nome è legato ai monaci basiliani provenienti dall'Epiro (ab Epiro a "piro"). Il santuario di Pietrasanta e il cenobio basiliano sono chiare testimonianze delle origini medievali del borgo.
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BOSCO
Il desiderio di libertà accomuna i cittadini di Bosco, piccolo borgo del Cilento, al pittore spagnolo Josè Ortega, a lungo loro ospite. Antiborbonici i primi, antifranchista il secondo.
Durante i moti del Cilento del 1828 venne rasa al suolo. A richiamare alla memoria questo tragico episodio è un grande murale di 8,75 metri su piastrelle di ceramica materana, all'ingresso del paese, che il pittore spagnolo Josè Ortega, allievo di Picasso ha voluto donare al luogo e ai suoi abitanti. La sagoma del Monte Bulgheria è stata scolpita da Josè Ortega in una pietra collocata al centro della piazza a lui dedicata, davanti alla sua abitazione.
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